Le elezioni dello scorso 31 marzo hanno scavato un solco nella politica turca. Dopo 22 anni l'Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan non è più primo partito del Paese e non governa nelle cinque più popolose città, ma va anche registrato il crollo del partito filo curdo Dem e la crescita del partito islamico ultraconservatore Yeni Refah. Un risultato che, al di là delle critiche subite negli ultimi anni, conferma che la Turchia è un Paese dove il processo democratico si svolge in maniera regolare, la gente crede nel potere del voto e della rappresentanza.
Il mio articolo per AGI: LİNK

